Trascrizione del video
A View from Italy di The Watcher Post, dallo YouTube Studio di Milano: abbiamo il grande piacere di conversare con l'assessore ai Trasporti e alla Mobilità di Regione Lombardia, Franco Lucente, Fratelli d'Italia. Benvenuto.
Buongiorno, grazie per l'invito, buongiorno a tutti quanti.
Oggi però non parliamo di aspetti strettamente politici in senso tradizionale, parliamo invece del decisivo portafoglio dell'assessore. Affrontiamo passo per passo le sue grandissime competenze. Partiamo, facciamo, cominciamo dal ferro: siete in un miliardo di investimenti in un percorso di rinnovo della flotta. Che succede? Che termini? Ci spieghi tutto.
Con un investimento importante di un miliardo e cento milioni di euro per l'acquisto di 244 nuovi treni: 154 già consegnati, già in servizio. La restante parte sarà consegnata entro la fine del 2025. È una necessaria rinnovazione che ci porta ad avere sistemi innovativi anche dal punto di vista tecnologico, che danno un miglior comfort e migliori prestazioni al servizio, e che migliorano anche le percentuali di puntualità dei treni. Quindi un buon risultato, che stiamo già notando con i treni inseriti di recente. Questo anche in previsione delle Olimpiadi del 2026: tanto è vero che 40 treni li metteremo a disposizione proprio sulla linea relativa alla tratta olimpica, e avremo grandi risultati per la Valtellina.
E invece spostandoci su gomma, ho dimenticato di dire quanti investimenti e progetti ci sono anche su quella tratta?
Anche sulla gomma stiamo facendo degli investimenti importanti: 250 milioni di euro investiti per 1.000 autobus nuovi, di varia natura — abbiamo ibridi, abbiamo autobus elettrici. 400 di questi mille sono già in servizio: ne abbiamo inaugurati di recente 24 sull'autolinea di Bergamo. Vogliamo cambiare la flotta perché siamo per la neutralità tecnologica, guardiamo con attenzione anche alle emissioni zero, che è fondamentale.
Guardando a un obiettivo importante, parlavo prima dei treni: abbiamo inaugurato il primo treno a idrogeno, siamo i secondi al mondo in questo senso. Il treno sta circolando in questo momento in Germania per fare test e prove. Abbiamo dei problemi infrastrutturali perché è necessario creare anche i corridoi di rifornimento dell'idrogeno. Sarà una nuova tratta che andremo a sviluppare tra Brescia e Edolo, 100 km, con l'acquisto di 14 treni a idrogeno.
Andiamo invece alla prenotazione e al pagamento del viaggio. Capisco che l'obiettivo sia quello di dire: con un unico titolo si viaggia in tutta la Lombardia con ogni mezzo. È così?
È così, ma è un obiettivo che la Regione si è posta con la legge 6, che è la legge che disciplina il trasporto pubblico locale. Su quella legge abbiamo però avviato un percorso di modifica e revisione perché è un po' carente su alcuni aspetti e ritengo necessario intervenire. Abbiamo avviato in quinta Commissione la modifica, perché l'integrazione del biglietto purtroppo doveva partire già da tanto tempo. Su questo alcune province come Milano e Monza-Brianza si sono già adeguate, ma le agenzie del TPL — che sono sei in Regione Lombardia — purtroppo non hanno tutte avviato l'integrazione tariffaria con il sistema favorevole all'utente.
Non solo, lei che ideale si è fatto su una tempistica ragionevole di raggiungimento di un obiettivo che lei ritenga positivo e sufficiente per le varie fasi?
Beh, l'elettrificazione ormai è superata dalla digitalizzazione del biglietto. L'obiettivo che mi sono posto è: in un anno, un anno e mezzo, dare la possibilità a chi viaggia in Lombardia — e il mondo del trasporto si rivolge a un'utenza che non sono solo i 10 milioni di abitanti della Lombardia, ma al mondo intero, abbiamo turisti che arrivano nella nostra regione per visitare le nostre città — di avere un titolo di viaggio che non deve essere acquistato necessariamente alle macchinette, magari una domenica. Noi, con una semplice app, dobbiamo poter salire su qualsiasi mezzo di trasporto, che sia la nave, che sia il pullman, che sia il treno, e pagare la tratta effettuata.
Sto lavorando sulla possibilità di identificare il soggetto solo con il riconoscimento del cellulare, e neanche con un'applicazione da scaricare, ma come avviene con il Telepass in autostrada. È qualcosa di innovativo che ci porta a essere competitivi con il resto del mondo.
E dentro questo quadro così interessante — e se lo faccio dire, girando per il resto d'Italia e d'Europa siamo comunque in una posizione di eccellenza, rispetto ad altre realtà — come si pone il trasporto privato? Come ritiene che ci si orienti rispetto a un orientamento che finisce per avere un atteggiamento penalizzante verso il trasporto privato? Come si fa a creare una situazione di libera scelta: posso usare i mezzi pubblici che sono molto efficienti, ma in certi contesti vero.
Da questo punto di vista sono molto più liberale. Ritengo che le limitazioni e le restrizioni non aiutino. Il Comune di Milano da questo punto di vista è un po' troppo incline ad alcune limitazioni: portano ad avere problemi anche nel trasporto pubblico. Abbiamo tanti turisti che oggi non possono salire su un Eurobus 6 per entrare nel centro città, perché il Sindaco ha vietato l'ingresso agli autobus Euro 6. Ho anche invocato una proroga, perché le aziende di trasporto si erano adeguate per avere nuovi pullman, ma la produzione, data la grande domanda, ha accumulato qualche ritardo nelle consegne.
Cosa fare invece per le auto private? Io penso che l'Europa ci abbia imposto la questione dell'elettrico, ma anche su quello sono molto più liberale a livello di mercato. Ritengo che dobbiamo guardare a forme alternative che consentano anche la conversione del veicolo su un carburante diverso. Le forme di biocarburante sono importanti, l'elettrico non lo critico necessariamente, ma deve essere un'alternativa tra le altre.
È proprio su questo punto che abbiamo affrontato anche con un suo collega, e sono curioso di avere anche il suo punto di vista: qual è l'approccio di Regione Lombardia — e il suo personale — rispetto al mix di tecnologie? Da un lato, il tema del rinnovo di un parco auto vecchio, cioè il tema del green, su cui tutti sono sensibili e comprensibili. Allo stesso tempo bisogna evitare imposizioni di spese eccessive che arrivano al cittadino. Come si compone questo quadro in una cornice di libertà?
Sì, tutto guardando a forme alternative, con una parola anche per i biocarburanti, che consentono la conversione del veicolo e quindi non obbligano il privato necessariamente a cambiare il proprio mezzo. Questo è fondamentale, perché oggi comprare un'auto elettrica costa due volte tanto rispetto a un veicolo a benzina o diesel.
L'altro aiuto che Regione Lombardia può dare — e questo è più che altro un suggerimento — riguarda gli interventi amministrativi che la Regione può fare. Abbiamo in parte già messo in campo alcuni bandi che si rivolgono direttamente ai privati e incentivano l'acquisto di auto elettriche, con forme di rottamazione che aiutano. Non è strettamente legata alla mia delega, ma è una delega che condividiamo con l'assessorato all'Ambiente, e dobbiamo guardare a ulteriori aiuti in termini di bandi, magari con eliminazioni del bollo auto.
Fermiamoci un istante su questo aspetto, anche senza approfondire i dettagli alle cifre: voglio comprare un'auto elettrica, la spesa base è 30-35 mila euro. Secondo lei quanto è opportuno che sia l'incentivo pubblico regionale?
Oggi viene stimato sulla base dell'ISEE e anche del valore del veicolo che viene poi rottamato. È chiaro che mille, duemila euro possono sembrare tanti ma possono anche essere pochi su un acquisto da 35 mila euro di base. Perché se guardiamo anche le auto più piccole, non partono da una cifra che è quella minima, quindi è preoccupante. Credo che la Regione, su una popolazione di 10 milioni di abitanti, non abbia tante risorse da mettere a disposizione. Anche perché ha un impatto anche sul pubblico: aiutiamo il privato, ma abbiamo anche bandi che si rivolgono alle imprese e alle aziende di trasporto.
Evoco una cosa che mi è molto cara: il tema del bollo. Per chi ci ha seguito in questi anni, c'è stata una resistenza selvaggia per tenere questa tassa odiosa — forse la più detestata, la più degna di indignazione. In realtà qualcosa è stato fatto, perché sulle auto nuove di acquisto non è più previsto il bollo — quindi per l'auto elettrica — e quindi un percorso di avvio di eliminazione di questa tassa è stato intrapreso. Non lo vedo nell'immediato come qualcosa che possa essere attuato completamente, però è qualcosa su cui Regione Lombardia deve aggiornare la propria posizione, e ci stiamo lavorando.
Se con voi ci si dà tre anni per aggiornare un percorso — cioè che secondo me è un criterio serio su molte tasse, non posso dire "da domani mattina non c'è più" ma in cinque anni facciamo degli step — questa cosa qui sarebbe il percorso giusto da fare. Anche perché negli ultimi cinque anni si è dimostrato che la tassa di possesso del veicolo in realtà è andata a diminuire nel pagamento, perché molti veicoli hanno superato i vent'anni e il bollo non viene pagato, e molti nei nuovi acquisti si sono rivolti all'elettrico, che non lo paga più. Quindi gradatamente credo che questa sarà una tassa che andrà a scomparire.
Senta, abbiamo composto una tavola ricca e variegata con tante materie, tutte interessanti. Dentro le varie possibilità di scelta del cittadino, come si colloca nella sua visione anche la possibilità del trasporto collettivo, e cosa si può fare da questo punto di vista?
Va fatto un distinguo da un punto di vista: va fatto un distinguo tra il trasporto urbano e quello suburbano, perché le difficoltà più grosse le incontriamo nei piccoli paesi, nei paesi che non sono capoluogo di provincia, per la gente che si deve spostare verso le grandi città. Mentre nelle città — Milano è una città che offre un'eccellenza in questo equilibrio di trasporto di vario tipo — noi dobbiamo creare una sorta di interconnessione tra varie province, e lo si fa anche collegando la mobilità dolce. Perché bisogna aggiungere piste ciclabili: le piste ciclabili non sono quelle di Milano, però è importante far viaggiare le biciclette in sicurezza, offrire bici a pedalata assistita che consentano di raggiungere il primo posto utile, che possa essere la stazione ferroviaria o la prima fermata di autobus, perché ci sono molte zone non ancora servite.
Questo ci porta quindi a fornire una gamma molto ampia di trasporto, anche con il car sharing: noi abbiamo una società regionale che fornisce un car sharing diverso da quello disponibile nella singola città, perché oggi si può prendere un veicolo e girare all'interno della stessa città ma non andare oltre. Con E-Vai abbiamo creato un sistema diverso che consente di viaggiare su tutto il territorio regionale e poter lasciare il veicolo in qualsiasi stazione ferroviaria o aeroporto. Anche chi parte non si deve preoccupare di lasciare la macchina: quando rientra prende la macchina di E-Vai e ritorna a casa. Questo è uno dei tanti percorsi che stiamo facendo per creare interconnessione, e poi anche l'intermodalità è importante.
Non abbiamo parlato di una cosa importante: anche il trasporto merci è fondamentale. E sull'opera infrastrutturale, per esempio, quello che si sta facendo con il raddoppio e quadruplicamento della linea ferroviaria Milano-Genova: raggiungeremo Genova in cinquanta minuti da Milano. Quindi è un percorso importante, e di parte rilevante è il trasporto merci. Questo porta anche una migrazione del traffico verso la Liguria, ma ci permette anche di raggiungere il porto di Genova per il trasporto merci. Abbiamo anche il problema delle chiusure delle gallerie sull'asse ligure-padano, un'altra situazione che decide il livello nazionale, perché oggi queste chiusure ci costano 150 milioni di euro all'anno nel trasporto merci a livello nazionale.
Con questa nota preoccupante, però, concludiamo una conversazione in realtà molto positiva e con tanti movimenti positivi. Questa chiacchierata si chiude qui: ringraziamo molto l'assessore. Buon lavoro e in bocca al lupo — già si vede che arriverà a buon fine. E invece invito chi ci ha seguito a continuare a seguire i programmi e le interviste e gli approfondimenti della nostra rete. Grazie.