Alessandro Battilocchio, Presidente Commissione Sicurezza e Degrado Urbano

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Bentornati a Draft, l'approfondimento settimanale di Urania TV, canale 260, in collaborazione con The Watcher Post. Un format tutto dedicato all'attività legislativa delle nostre istituzioni. Come ogni puntata, abbiamo con noi un ospite: do il benvenuto all'onorevole Alessandro Battilocchio, presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta su sicurezza e degrado urbano e componente della Commissione Lavoro e Politiche UE della Camera dei Deputati. Grazie per l'invito. Grazie a lei. Ma prima di partire con il consueto approfondimento, uno sguardo all'attività istituzionale della settimana, e partiamo dal Senato. Martedì 7 ottobre, l'Assemblea ha approvato il disegno di legge in materia di alunni con alto potenziale cognitivo, contenente disposizioni del governo. Mercoledì 8 ottobre è iniziata la discussione del DDL in materia di conflitto di interessi nell'ambito della Commissione Antimafia. Con 86 voti favorevoli, 48 contrari e 7 astensioni, mercoledì l'Assemblea ha approvato il DDL recante disposizioni per la semplificazione e la digitalizzazione dei procedimenti in materia di attività economiche e di servizi a favore di cittadini e imprese, collegato alla legge di bilancio e incardinato nel testo approvato dalla prima Commissione. Il DDL passa ora all'esame della Camera dei Deputati. Nel corso della settimana, le Commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato sono state impegnate con le audizioni preliminari sull'esame del Documento Programmatico di Finanza Pubblica. Mercoledì 8 ottobre è intervenuto il ministro dell'Economia e delle Finanze. Giovedì 9 ottobre, con 93 voti favorevoli, 54 contrari e 1 astensione, l'Assemblea ha approvato la risoluzione n. 3 della maggioranza sul Documento Programmatico. Nella stessa giornata si è svolto il consueto question time con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. In mattinata anche interventi sugli accordi per la cessazione del conflitto a Gaza e per il 60° anniversario dell'esame di Stato. E passiamo ora all'attività della Camera dei Deputati. Nel corso della settimana la Camera ha discusso e approvato il disegno di legge costituzionale recante modifiche allo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol, nonché ratifiche internazionali. Inoltre ha discusso e approvato mozioni concernenti iniziative per il finanziamento del settore del cinema e dell'audiovisivo e in materia di trasferimento delle risorse statali agli enti locali. Mercoledì 8 ottobre si è tenuto il consueto question time con i ministri Piantedosi, Pichetto Fratin e Schillaci. Giovedì 9 ottobre la Camera ha approvato, con contraddittorie votazioni a scrutinio segreto e a maggioranza assoluta dei componenti, la proposta della Giunta per le Autorizzazioni di negare l'autorizzazione a procedere nei confronti dei ministri Nordio e Piantedosi, nonché del sottosegretario Mantovano. Nella stessa giornata è stata convocata per esaminare il Documento Programmatico di Finanza Pubblica 2025, e ha approvato la proposta di legge recante modifiche al testo unico in materia di utilizzo degli impianti scolastici sportivi da parte delle associazioni o società sportive. Il provvedimento passa ora all'esame dell'altro ramo del Parlamento. Nel pomeriggio ha avuto luogo lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, interpellanze e ora di interpellanze urgenti. E ora passiamo all'attività del nostro esecutivo. Mercoledì 8 ottobre la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato le atlete delle squadre nazionali italiane femminile e maschile di pallavolo, vincitrici della medaglia d'oro ai campionati mondiali 2024. Nella stessa giornata si è tenuta la riunione del Consiglio dei Ministri. Approvati numerosi provvedimenti, tra i quali: un disegno di legge che introduce modifiche alla legge in materia di disciplina delle professioni pedagogiche ed educative; un decreto legislativo per la riforma organica delle disposizioni in materia di mercati di capitali, recante il testo unico; vari decreti legislativi di attuazione di norme europee; un regolamento che introduce modifiche al testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare. La Presidente Giorgia Meloni ha svolto tre informative, in materia di ricorso alla decretazione d'urgenza, sull'istruttoria sugli scambi di direttive europee e sugli interventi infrastrutturali di qualificazione sociale funzionali a territori ad alta vulnerabilità di criminalità organizzata e degrado urbano. Inoltre il ministro Salvini ha svolto un'informativa in materia di contenzioso con la Commissione Europea sulle concessioni balneari. Da ultimo il ministro Foti ha illustrato la relazione consuntiva per l'anno 2024 sulla partecipazione dell'Italia all'Unione Europea. Il documento si articola in 4 parti principali che riflettono le priorità indicate dalla Commissione Europea per il 2024. Con questo quadro aggiornato possiamo ora affrontare i temi con il nostro ospite, grazie al suo contributo. Oggi parliamo di sicurezza urbana, rigenerazione delle periferie e sviluppo del lavoro soprattutto grazie alle infrastrutture strutturali e al digitale. Lo facciamo con l'onorevole Alessandro Battilocchio, Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta su sicurezza e degrado urbano e componente delle Commissioni Lavoro e Politiche UE della Camera dei Deputati. Grazie a voi di nuovo per l'invito. Onorevole Battilocchio, lei è come dicevamo prima Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di integrazione delle città e delle periferie. Ci racconti che lavoro state portando avanti con la Commissione: quali sono le priorità, quali sono le principali istanze che state portando avanti? Ci tengo a sottolineare che questa Commissione parlamentare d'inchiesta — che nasce da una mia iniziativa legislativa — è stata istituita con il voto favorevole unanime della Camera dei Deputati. Quindi è un segnale importante, un segnale che vede una condivisione di intenti tra tutte le forze politiche. Ci tengo a sottolineare che il tema delle periferie — scusate il gioco di parole — deve essere al centro del dibattito, al centro dell'azione. Tra l'altro, quel voto fu precedente rispetto ai fatti di Caivano, che poi hanno ovviamente contribuito ad accendere ancora di più i riflettori su questo tema delle periferie, rispetto al quale dobbiamo dire che la politica ha molto ritardo: per tanti anni, per decenni, le periferie delle nostre città sono state un po' trascurate dall'azione delle istituzioni. Questo ha portato alla nascita di molte problematiche, molte criticità, molte situazioni di vulnerabilità. In questa fase, credo sia evidente un'azione molto forte da parte del governo per tentare di recuperare questo gap. Il governo sta facendo molto, con provvedimenti che hanno dato l'idea di una rinnovata centralità di questa tematica. Più specificamente, la nostra Commissione parlamentare d'inchiesta si muove su uno schema a tre livelli. Primo: un lavoro di approfondimento, soprattutto attraverso audizioni e incontri di analisi e raccolta di informazioni. Secondo: quello della proposta, perché noi siamo legislatori — e anche dalla nostra Commissione sono partite molte proposte, alcune già diventate leggi dello Stato, altri spunti inseriti in provvedimenti vari. Terzo: quello della presenza sui territori, soprattutto nelle aree che, come dicevo prima, sono state trascurate dall'azione istituzionale. In questi due anni circa di lavoro abbiamo visitato 13 città metropolitane — tra qualche giorno visiteremo l'ultima, la 14ª, Messina — e abbiamo avuto circa 25 missioni esterne. Stiamo tracciando un quadro complessivo su quello che è lo stato delle periferie oggi nel nostro Paese. C'è un'azione in corso — in tutte le città che abbiamo visitato — un'azione imponente, anche legata ai fondi comunitari, portata avanti su forte input del governo nazionale ma in sinergia e interazione con le amministrazioni locali. Abbiamo già prodotto una relazione intermedia sulla nostra attività per il primo anno e mezzo: ora stiamo lavorando sul documento che approveremo a fine legislatura, che sarà ricco di spunti e proposte per dare un contributo in questa fase di rilancio dell'azione sulle periferie del nostro Paese. Un'attenzione: il concetto di periferia nel tempo si è molto modificato, perché oggi esistono le così dette periferie sociali, che non vanno più intese in senso strettamente geografico. A volte le periferie sociali sono ubicate in prossimità dei centri storici delle nostre città, magari a ridosso delle grandi stazioni ferroviarie. Quindi è un concetto che si è evoluto. Io credo che sia in atto un'azione importante, con risorse che stanno trasformando in profondo queste aree che sono state — diciamolo — bistrattate dalla politica, con la complicità a volte dei tecnici che sono scivolati in alcune occasioni nelle cosiddette utopie urbanistiche, trasformando da Nord a Sud non dei sogni ma degli incubi per i cittadini. Possiamo dire che le periferie sono tornate al centro dell'agenda politica? Assolutamente sì. Potrebbe essere che il caso Caivano potrebbe essere replicato in alcuni altri contesti? La risposta è sì, perché il decreto Caivano è stato la risposta molto forte dello Stato in una realtà che rappresentava — come poi abbiamo visto — la punta di un iceberg molto più diffuso. Al decreto Caivano è seguito il decreto Caivano bis, con altre aree che da Nord a Sud sono state oggetto di azioni che sono tuttora in corso sotto il coordinamento del prefetto. A Caivano la situazione si è trasformata in maniera completa. Come ci ha detto qualche giorno fa Maurizio Barrucello — tra l'altro uno dei consulenti onorari della nostra Commissione — la situazione è cambiata in maniera totale, e si sta creando il centro Pino Daniele, che è un luogo di eccellenza con la partecipazione di centinaia di bambini e adolescenti di tutta la zona, ogni giorno. Però il cambiamento è ancora lungo. Stavo a Caivano qualche giorno fa: come sappiamo, Barrucello è stato vittima di un atto di intimidazione. Quindi alle opere infrastrutturali vanno aggiunte poi azioni molto forti per la trasformazione anche delle comunità. In mezzo a tante problematiche e criticità, ci sono anche segnali di speranza positivi, che vanno colti soprattutto nel mondo delle nuove generazioni, nell'associazionismo, nelle parrocchie. C'è una diversità, c'è una vitalità, c'è un'effervescenza che è un segnale molto molto positivo. Al tempo stesso il governo, oltre ai decreti citati, ha portato avanti in questi anni una serie di provvedimenti in materia di sicurezza. Nella nostra Commissione abbiamo avuto in audizione ben 11 ministri della Repubblica, dal ministro Abodi al ministro Bernini, al ministro Valditara, al ministro Zangrillo — perché questa è una tematica trasversale che va a investire una serie di ambiti. È uno sforzo corale che viene portato avanti anche in stretta collaborazione con le amministrazioni locali di tutti i colori politici, che stanno facendo un grande lavoro nella giusta direzione. Quindi, per ogni periferia che ha le proprie problematiche, possiamo spesso citare un comune denominatore che è quello del digital divide. Proprio su questo tema, i territori hanno da un lato manifestato una crescente domanda di connettività e dall'altro possono vedere rallentare lo sviluppo delle infrastrutture. In che modo la politica può intervenire per ridurre questo divide e rafforzare le infrastrutture digitali, che in questi contesti sono sempre più carenti, favorendo anche una corretta informazione nei confronti dei cittadini? Credo che tanto si stia facendo, perché chiaramente questo rappresenta uno dei punti che contribuiscono a creare quel gap tra aree diverse di una stessa città. Però riconosco che in questo contesto un'azione molto forte è in corso. Risulta indispensabile rafforzare anche l'aspetto legato alle strutture scolastiche in questo contesto, perché veniamo da un gap che si è creato anche rispetto ad altri stati europei: abbiamo faticato molto di più a introdurre questo tipo di elementi, però credo che ci sia un'azione in corso che va accompagnata e sostenuta. Senta, per Forza Italia in generale, ma anche per tutti gli altri partiti che si stanno preparando per la legge di bilancio — il vostro piano "Orgoglio Italia" parla di lavoro e formazione — lei fa parte anche della Commissione Lavoro della Camera: qual è la priorità che intendete portare avanti da questo punto di vista? Abbiamo presentato questo Piano Industriale per l'Italia, che è frutto di un lavoro di ascolto — un lavoro importante di ascolto con le categorie, portato avanti nel corso di diversi mesi — che ha poi portato all'elaborazione di un punto di proposte contenute all'interno di questo piano industriale, che abbiamo presentato alla presidente Meloni e alla nostra coalizione, prima al sistema politico. In sintesi, noi vogliamo essere — come tra l'altro già indicato dal nostro fondatore Silvio Berlusconi — il partito del sì. In questo Paese il nostro rapporto si è troppo spesso imprigionato nei meccanismi del no. Noi vogliamo essere il partito del sì, il partito della crescita, il partito dello sviluppo, il partito che punta a liberare le energie presenti nel Paese, anche attraverso una riduzione della pressione fiscale che tende ad appesantire — come dire — le ali delle realtà produttive del nostro Paese. È iniziato il confronto con gli alleati in generale, e poi si esplicherà in Parlamento nelle prossime settimane sulla legge di bilancio. Non vogliamo portare solo una parte di quelle proposte all'interno della relazione di governo: in passato questo tipo di meccanismo ha funzionato, molte delle nostre proposte sono diventate leggi, ma tutte vanno in questa direzione. Infine, sul fronte degli appuntamenti elettorali: molte regioni hanno già votato e altre lo faranno nelle prossime settimane. Come esce Forza Italia da questi primi appuntamenti? Diciamo, a un'analisi complessiva, c'è stata la Calabria — è stata un'altra grande surreale, una vittoria molto netta del centrodestra, che premia il lavoro del presidente Occhiuto, che dà un'aria di grande ottimismo a Forza Italia, con circa il 33%. Però la cosa più importante è che la coalizione si è imposta. Alla settimana precedente, nelle Marche, un'elezione difficile — in entrambi i casi i nostri competitori hanno trovato una sintesi nel campo largo — nelle Marche abbiamo stravinto, in Calabria è stata una valanga. Guardiamo con ottimismo anche ai prossimi appuntamenti elettorali. Il dato di fondo è questo: il centrodestra è unito. Sono stati trovati accordi per i candidati in tutte le regioni — ovviamente un'Italia in cui il centrodestra si presenta unito è una coalizione che da tanti anni governa città, regioni, ambiti territoriali. È una coalizione fatta non contro qualcuno ma per qualcosa: un programma di governo a tutti i livelli che parte dall'alleanza europea fino alle regioni e ai comuni. È un'alleanza solida e consolidata. Siamo i più misti, vorrei dire agli analisti: stiamo diventando sempre più — come dice il nostro segretario — il centro di gravità permanente della politica italiana. Ci poniamo come punto di riferimento nel nostro Paese del Partito Popolare Europeo, saldamente all'interno della coalizione di centrodestra che non è un blocco monolitico ma sono tre partiti con sensibilità anche differenti che però hanno la forza di presentarsi uniti davanti agli elettori, con programmi condivisi. Inizia adesso una fase in cui avremo queste ulteriori elezioni regionali in altre quattro regioni: avremo la Toscana, poi la Puglia, la Campania, e un 2025 in cui molte amministrazioni locali — circa 800 comuni — andranno al voto. E poi ovviamente è attesa una stagione importante in cui, a queste consultazioni, guardiamo con un certo ottimismo, con la forza dei fatti e con la forza della coerenza della nostra azione. Grazie. Io ringrazio l'onorevole Battilocchio per essere stato con noi e aver condiviso la sua visione su sicurezza, inclusione sociale, infrastrutture digitali e soprattutto lavoro e formazione. Il nostro tempo a disposizione termina qui. Io ringrazio voi per averci seguito, ringrazio le redazioni di The Watcher Post e la regia. Ci vediamo la prossima settimana, sempre su Urania TV, canale 260. E prima di salutarvi, vi ricordo che Urania TV è visibile non solo sul digitale terrestre al canale 260, ma anche su Samsung TV Plus, Rakuten TV, Tivùsat per i televisori Philips e Flex e tutte le più importanti piattaforme di streaming.
Alessandro Battilocchio, Presidente Commissione Sicurezza e Degrado Urbano | Urania News – Canale 260