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Digitalizzazione, intelligenza artificiale, internazionalizzazione: un linguaggio sempre più innovativo. Il paradigma dell'INPS si apre, diventa sempre più trasversale, pronto ad accompagnare le esigenze del cittadino lungo tutto il suo percorso di vita. Sì, si è parlato di questo, ma anche di tanto altro in questa due giorni dedicata alla Governance Nazionale INPS. Una due giorni arricchita anche da importanti interventi istituzionali: un'occasione per tracciare un po' un bilancio, ma anche per guardare ai obiettivi futuri.
Direttore, questa due giorni con la Governance Nazionale INPS: un'occasione anche per riflettere sulla centralità dell'INPS per l'intero sistema paese e per tutta la vita del cittadino?
Tutta la vita del cittadino. L'INPS con i suoi ormai oltre 470 prodotti è al centro della vita del welfare del paese. Cogliere, guardate, in un messaggio di saluto, il nostro Presidente del Consiglio: la virtù, siete la colonna del welfare del paese. È proprio così. Non c'è quasi momento della vita che non sia accompagnato dalle nostre prestazioni. La nostra ambizione è quella di essere non soltanto un ente che eroga prodotti e servizi, ma un ente che, attraverso la sua presenza sul territorio — anche nelle piccole sedi, anche nelle zone interne — dimostri la presenza amica dello Stato. E che quindi dia la possibilità di raggiungere ciascuno e di essere proattivo anche rispetto ai bisogni che sono differenziati geograficamente, per tipologia, per condizione. Quindi il desiderio è quello di poter anche indicare la strada al cittadino, per potersi orientare nella vasta gamma di servizi che attraverso di noi lo Stato fornisce.
Noi abbiamo scelto il tema dei valori come momento di partenza perché spesso siamo concentrati sul "che cosa fare", ma qualche volta è anche importante ragionare sul "perché" lo facciamo. Noi siamo dei servitori dello Stato, la Costituzione è la nostra bussola: la Costituzione ci indica che noi dobbiamo essere a servizio della nazione e a servizio della persona. Ecco che abbiamo individuato 5 valori: l'integrità, l'equità, la responsabilità sociale, la centralità della persona, l'innovazione. Riflettere sul perché facciamo le cose è importante per farle meglio. Non siamo soltanto dei manager, gestiamo l'insieme di risorse enorme — ovviamente il secondo bilancio dello Stato — ma siamo soprattutto dei servitori. E credere di essere soltanto un mezzo, mentre la finalità è proprio quella del servizio, ricordarcelo è sempre importante.
Lo abbiamo fatto in due giorni: oggi con una serie di personalità che vengono dal mondo delle istituzioni, della società civile, del volontariato, dell'accademia. E ho apprezzato particolarmente questa partecipazione corale per definire perché i valori sono ancora importanti nella società di oggi, il fondamento della pubblica amministrazione. Non ma inizia una giornata più intima in cui ragioneremo sul come l'INPS sta interiorizzando questo, e qual è la roadmap che risponde a una precisa decisione strategica per poter sempre di più migliorare.
Con quello che sottolineava poco fa: il ruolo sempre più proattivo dell'INPS, sempre più vicino ai bisogni e alle esigenze dei cittadini. Questo riguarda anche le fasce più giovani. Per fare questo cambiano inevitabilmente il paradigma e il linguaggio di comunicazione. In questo senso state attivando tantissime iniziative per raggiungere un pubblico sempre più giovane.
Sì, i nostri canali sono variegati perché accanto al tradizionale sito web, accanto alla nostra app — che ora stanno nascendo dei canali alternativi — non solo i servizi su AppleMobile, che sono molto apprezzati. I nostri canali social hanno un numero considerevole di utenti. E addirittura la nostra presenza in posti in cui non si penserebbe di trovare l'INPS: siamo presenti nelle manifestazioni, anche nelle fiere giovanili. I libretti, che sono stati creati per avvicinare e sensibilizzare sul tema del lavoro legale e delle carte sullo stile di vita — insomma, che sono andati letteralmente a ruba. Quindi una multicanalità: stiamo impegnandoci in una campagna per avvicinare i giovani, andare nelle scuole, andare nei luoghi dove i giovani fanno aggregazione. Per andare a parlare di diritti, di lavoro buono, di non c'è — di rasas, l'uso facile del lavoro nero, dell'importanza di partire subito con la previdenza. Per potersi poi assicurare una vita serena e una vecchiaia dignitosa. E ai giovani sembra sempre tanto — non tanto lontano — il momento della pensione. In realtà, ospedaliere, abitualmente ci si arriva tutti. Quindi il linguaggio che noi parliamo è un linguaggio variegato.
Stiamo cercando di migliorare anche attraverso l'innovazione il nostro linguaggio, il nostro modo di porci nei confronti dell'utenza. Stiamo lavorando a un modello di intelligenza artificiale: di LLM perché noi assorbiamo tanto l'intelligenza artificiale. Ma è un modello generalista che a volte allucinava. Noi vogliamo certificare i nostri dati, nutrire l'LLM con un modello che sia quindi attendibile. Per dare delle risposte personalizzate all'utente, tratte dal riconoscimento del valore semantico della domanda, del valore logico: quindi una risposta personalizzata che sia aiutata dall'intelligenza artificiale.
Chiaramente fare innovazione, utilizzare questi strumenti, cosa ci permette? Di relegare alla macchina le funzioni più meccaniche, istruttorie, compilative, e liberare energia per i nostri utenti, per i nostri dipendenti, i nostri consulenti. Perché possono fare consulenza, fare accoglienza alle persone, l'identificazione del bisogno, l'indirizzamento verso le prestazioni. Questi sono gli strumenti ma anche la sfida.
In questo senso: il tema della formazione, quanto è centrale? E riguarda proprio i dipendenti.
Il tema della formazione è essenziale, così come il tema del benessere dei nostri dipendenti. Noi crediamo che se le persone sono realizzate all'interno dell'organizzazione possono avere l'entusiasmo per rendere un ottimo servizio anche al di fuori. Per essere realizzate, oltre gli elementi di conciliazione vita-lavoro — che sono importanti perché siamo persone multidimensionali — quello che viviamo dentro l'ufficio è una parte importantissima della nostra giornata. Ma anche la formazione è essenziale: non è una formazione solo iniziale, a cui noi siamo molto attenti. È una formazione che dura tutta la vita del dipendente. Cerchiamo di fare una formazione tecnica — che è importantissima — ma anche una formazione sulle soft skills, sulle capacità, una formazione valoriale.
E ultimamente, quest'anno è stata inaugurata anche l'Accademia dell'INPS, che è un ulteriore passo della nostra formazione. Non soltanto rivolta verso l'interno, ma per legge rivolta anche alla formazione di tutta la pubblica amministrazione sui temi della previdenza, i temi istituzionali che ci sono cari. Auspico anzi che in un prossimo futuro il tema della legalità e del lavoro, della previdenza, possa diventare una materia obbligatoria anche all'interno dell'istruzione. E l'Accademia dell'INPS può giocare un ruolo importante.
A proposito di futuro: lei lo ha detto, ha ricordato anche oggi — lo ha detto anche in altre interviste — ha sottolineato come l'INPS sia un istituto solido, non solo nel breve periodo ma anche nel lungo periodo. Abbiamo ricordato tutte le attività che l'INPS incessantemente ha in campo per avvicinare i più giovani, per ricordarsi dell'INPS non soltanto quando si avvicina la pensione. Le chiedo: quali sono le prossime sfide, i prossimi step, i passi e gli obiettivi?
I prossimi obiettivi sono molto variegati. Ci vorrebbe una volta — verrà la volta — la trasmissione e ne parleremo per una giornata intera. Siamo impegnati in diverse sfide importanti. In questo momento, una sfida importantissima è quella della riforma della disabilità. Dal primo marzo, altre nuove 40 province entreranno nella sperimentazione. Sono delle modifiche importanti concettuali, perché è un cambio di paradigma: dal considerare la centralità della malattia, a considerare la centralità della persona e la necessità di rimuovere gli ostacoli che la società pone di fronte — le barriere. Abbiamo digiosamente adeguato la certosina, quindi ovviamente una serie di implementazioni importanti dal punto di vista logistico, dal punto di vista della selezione del personale medico e sanitario, dal punto di vista dell'ammodernamento completo delle nostre piattaforme per rendere più accessibile e più uniforme sul territorio nazionale il nostro servizio.
Un'altra cosa: saremo impegnati nella nuova normativa sui caregiver, quindi ci vorrà un po' di tempo ancora per l'attuazione, ma stiamo già lavorando sulla predisposizione delle piattaforme digitali su cui lavorare.
Stiamo per assumere tantissimi nuovi ispettori del lavoro, ispettori di previdenza e ispettori di vigilanza, che andranno su tutto il territorio nazionale. Non con una volontà repressiva, ma con una volontà di affiancamento e di aiuto alla maggior parte delle nostre imprese, che sono profondamente sane e che soffrono il dumping delle imprese che invece si nutrono di illegalità. Quindi stancare questi fenomeni sul territorio significa dare una mano all'economia, dare una mano agli imprenditori che rispettano le regole.
Dal punto di vista invece delle pensioni e della previdenza: noi supportiamo il governo con i nostri canali, con i nostri dati, perché riteniamo che il patrimonio informativo dell'Istituto sia essenziale per il decisore politico, per valutare la bontà o meno delle proprie politiche, e di individuare passi ulteriori da fare. Quello che posso confermare è che il nostro sistema previdenziale è un sistema molto solido. Le riforme che sono state messe in campo ci garantiscono anche nel breve periodo — in cui la situazione è ovviamente complessa per la fuoriuscita della classe di età dei baby boomers — ma sul lungo periodo stiamo lavorando perché la sostenibilità del sistema sia ancora più forte. Tramite la nostra collaborazione alle politiche attive del Ministero del Lavoro: mettere nel mercato del lavoro nuove classi di lavoratori che sono state sempre tradizionalmente ai margini rispetto al mondo del lavoro significa aumentare la solidità del sistema previdenziale, del sistema di welfare, che poi serve a fornire delle pensioni dignitose.
Il dato occupazionale è molto buono. Il nostro supporto — tramite la gestione della piattaforma SIISL e dell'applicazione "Lavoro" attraverso la quale la domanda e l'offerta di lavoro stanno avendo un incremento importante — proprio perché anche grazie a strumenti innovativi, utilizzo di intelligenza artificiale, matching tra i curricula e le offerte dei datori di lavoro, ma anche formazione.
Per tornare alla sua domanda di prima: è importantissimo che i lavoratori si formino in maniera adeguata rispetto a un mondo del lavoro che sta cambiando. Fra 10 anni l'intelligenza artificiale avrà spazzato via i lavori tradizionali, ne nasceranno di nuovi, e non si può arrivare all'ultimo momento. Quindi la nostra alleanza con le scuole, con le università, con l'accademia, è fondamentale per arrivare preparati a questa sfida.
Un ultimo pensiero per chiudere: mi ha ricordato prima come questa due giorni sia ruotata attorno a dei valori. Dove se ce n'è uno sul quale concentrarsi in modo particolare nei prossimi mesi?
Sono un'indivisibile l'uno dall'altro. Io credo che il valore della centralità della persona — riprendendo il filosofo "l'uomo è la misura di tutte le cose" — quando questo è il nostro obiettivo tutto il resto viene da sé, perché la coscienza risponde.
Signor Ministro, innovazione, welfare, responsabilità sociale e la funzione dell'INPS — ormai sempre più centrale lungo tutta la vita del cittadino. Sono i valori su cui si fonda certamente l'impegno quotidiano di chi ha la responsabilità di tradurre in fatti concreti quelle che sono le buone politiche che vengono messe in campo. In questo caso ovviamente, per quanto mi riguarda, le politiche del lavoro.
Io credo che per ogni dirigente dell'INPS, ma per ogni operatore dell'Istituto, devono essere anche il punto di riferimento, come dire la bussola dell'operare quotidiano. Il lavoro che facciamo tutti quanti insieme è quello di far sentire i cittadini ascoltati, accompagnati, tutelati e garantiti da uno Stato che non è uno Stato lontano, ma che invece attraverso dei servizi qualificati è prossimo ai bisogni e soprattutto al soddisfacimento dei bisogni.
L'Istituto in questo credo che abbia anche dalla sua una profonda conoscenza di quelle che sono le realtà territoriali, attraverso anche quell'ascolto continuo, costante che viene effettuato nelle sedi nei vari territori. È un punto di osservazione importante che serve anche all'elaboratore centrale, al governo, al Ministero, per poi attuare delle politiche, disegnare delle altre che siano veramente consapevoli anche di quelle che sono le grandi sfide. Ho parlato di transizioni, ho parlato di necessità anche di fare grandi investimenti in termini di competenza, e soprattutto di saldare il patto tra generazioni. In un momento in cui non abbiamo bisogno di competizione tra le varie generazioni, ma abbiamo invece bisogno di solidarietà e di visione comune per preservare anche l'efficacia di quei valori repubblicani che sono poi la nostra regola di ingaggio. Per il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, certamente il lavoro come faro di quelle che sono le nostre azioni. Non fosse altro anche per il fatto che il lavoro è il punto cardine da cui parte il percorso della nostra Carta Costituzionale: dall'articolo 1 che dice che questa è una Repubblica fondata sul lavoro. E attraverso il lavoro si realizza quell'inclusione e quella coesione sociale che è il perno importante senza lasciare indietro nessuno. Ma anche con la consapevolezza che tutti gli strumenti che poi servono anche a gestire, ad accompagnare le fragilità, poi devono parlare un linguaggio inclusivo.
L'attesa legge sulla direttiva sulla parità salariale arriverà a breve in Consiglio dei Ministri. Le chiedo: a che punto siamo e quanto è importante questo provvedimento anche in termini di trasparenza e di lotta al gender pay gap?
Penso che le misure — i numeri — due misure testimoniano spesso che nel disegnarle, nel metterle nella applicazione, noi abbiamo voluto creare una nostra certamente visione anche di inclusione lavorativa, partendo proprio dal presupposto che non si lascia indietro nessuno, che si tiene conto di quello che è la necessità di sostenere chi è in condizione di fragilità. E lo facciamo attraverso l'Assegno di Inclusione. Però è anche importante invece coltivare quelle che sono le aspirazioni lavorative e occupazionali delle persone, quindi accompagnare le persone a una vita lavorativa. E se le stesse adeguate misure sono anche nei numeri la testimonianza del fatto che noi non abbiamo voluto penalizzare le persone, ma abbiamo invece voluto coltivarne le aspirazioni con degli strumenti moderni.
Ministro, il decreto attuativo sulla normativa per la parità salariale dovrebbe arrivare domani in Consiglio dei Ministri. È un importante tassello in termini di trasparenza e per colmare anche il gender pay gap.
Certamente siamo impegnati nella fase di attuazione della direttiva. Su questo ci sono ancora delle riflessioni in corso. Io sono invitato a commentare i testi delle norme nel momento in cui vengono approvati dal Consiglio dei Ministri e transitati in Parlamento. Per cui ci arriviamo fra un po'. Sull'intelligenza artificiale — invece — l'impatto che dovrà avere sul mondo del lavoro è la prossima grande sfida che il Ministero è anche l'INPS da affrontare nei prossimi anni.
È veramente la sfida che il Ministero e l'INPS affrontano tutti i giorni. Perché l'intelligenza artificiale in questo senso è il nostro punto di riferimento, il compagno di strada quotidiano. Non è un caso che tutte le nostre piattaforme e le nostre procedure già integrano l'intelligenza artificiale generativa. E soprattutto integrano l'intelligenza artificiale che è basata su algoritmi neutri, che non creano discriminazione e che non generano invece una deformità di applicazione tra generi. In questo caso, per noi è importante certamente continuare a impostare tutti i nostri percorsi innovativi. Partendo dal presupposto che la scelta del nostro paese — che è il primo che si è dotato di una legge sull'intelligenza artificiale — e nel nostro caso sull'impatto dell'intelligenza artificiale nel mondo del lavoro, questo impatto sia certamente consapevolmente responsabile e basato su una visione human-centric. Perché l'intelligenza artificiale è strumento che accompagna e sostiene il lavoro, e non che distrugge lavoro umano.
Presidente: questa due giorni dedicata alla Governance Nazionale INPS — l'INPS ha un ruolo sempre più centrale nella vita del cittadino. Quindi non più soltanto legato a quello che era la missione tradizionale della pensione, ma ormai sempre più un player legato al welfare, legato a tutta la vita del cittadino.
Certamente. L'INPS rappresenta il "fare" in Italia. Ma da oggi l'INPS vuol pensare ancora di più verso il futuro — al futuro di tutti i nostri cittadini, al benessere e alla qualità di vita di tutti i nostri cittadini. E lo vuol fare contestualizzandosi. Cosa vuol dire? Vuol dire che deve essere fruibile, accessibile, dinamico e allo stesso tempo moderno attraverso una nuova governance digitale. Per la quale ringrazio tutti i dipendenti, perché stanno scaricando a terra — come si dice nel gergo aziendale — questa progettualità nata circa 20 mesi fa. L'Istituto sarà sempre più utile, sempre più vicino a tutti i cittadini, attraverso — insieme alla tecnologia ma sempre con al centro la persona.
Una delle grandi novità che stiamo anche un po' ascoltando in questa due giorni è un po' anche il cambio di passo in una funzione molto più proattiva, anche in termini di comunicazione e di linguaggio per attrarre sempre più le nuove generazioni sui temi della previdenza sociale.
Certamente. Stiamo raggiungendo tutti i nostri giovani, tutti i nostri ragazzi, perché questi sono il futuro. E sono il futuro anche della sostenibilità: sono la sostenibilità contributiva e previdenziale che reggerà tutta la nostra nazione avanti. E ci stiamo riuscendo, ci stiamo riuscendo usando il loro linguaggio digitale. Insieme naturalmente anche alla presenza fisica, perché noi non lasciamo indietro nessuno: raggiungiamo e vogliamo servire tutti.
Il tema della formazione è un altro dei temi centrali di queste due giorni. In questo senso l'impatto dell'intelligenza artificiale nel mondo del lavoro è un altro di quei fronti su cui dovrete insomma affrontare e investire nei prossimi mesi.
Non deve far paura l'IA, la tecnologia: anzi, deve essere governata e deve servire per orientare e semplificare la vita a tutti. Non lo stiamo facendo? Lo stiamo facendo, anzi ci stiamo riuscendo, portando dentro anche questa massiva adozione che sta portando verso questo risultato, cioè semplificare la vita a tutti. E per altro libera tempo alle nostre dipendenti, dando loro la possibilità di dedicarsi a quesiti complessi, rispondendo ancora meglio ai cittadini in tempi assolutamente accettabili, rispondendo in modo esaustivo. Certo.
Questa due giorni era un po' tornata su questi cinque valori: equità, innovazione, centralità della persona, integrità, responsabilità sociale. Dove si è quel valore sul quale puntare con un focus particolare?
Ma essenzialmente la responsabilità verso i cittadini — unita alla passione di voler far bene. La mia deformazione professionale porta a fare. Vogliamo fare, stiamo già facendo. Per questi primi mesi abbiamo già fatto tanto, ma al servizio del paese, al servizio dei cittadini, con grande determinazione e passione.
Sottosegretario Durigon: questa due giorni organizzata dall'INPS per raccogliere tutta la governance nazionale e fare il punto su quello che è un player sempre più centrale, non soltanto per la vita di tutti i cittadini, ma anche per l'economia dell'intero sistema paese.
Certamente sì. L'INPS ha dimostrato in tutti questi ultimi tempi di seguire un'evoluzione che è stata a livello tecnologico e innovativo molto importante. Tiene presente sempre che il cittadino comunque ha il diritto di essere ascoltato e di essere servito adeguatamente. I servizi che eroga l'INPS sono fondamentali: di fatto accompagnano il cittadino in tutto il suo percorso di vita. E quindi bisogna avere il rapporto più snello, più trasparente, il più empatico possibile: questo rapporto tra pubblica amministrazione così importante come l'INPS — che ovviamente fa il welfare, il welfare del Paese — e il cittadino che ha sempre più bisogno di tutto ciò che riguarda il welfare.
E a proposito di digitalizzazione del rapporto tra imprese e pubblica amministrazione, si sta parlando sempre di più in queste ore di semplificazioni che saranno inserite nel decreto PNRR. Questo è un altro step importante nel complessivo processo di semplificazione e digitalizzazione dei servizi anche verso il cittadino.
Fondamentale. Se noi digitalizzassimo senza semplificare, creeremmo di fatto un ossimoro: perché rischieremmo di creare la burocrazia digitale, sommandola a quella tradizionale. Sarebbe una cosa incredibile. Noi ad esempio stiamo lavorando moltissimo sulla semplificazione del CAD — il Codice dell'Amministrazione Digitale — e all'interno del disegno di legge Casellati. Quindi a breve sarà licenziato, ed è fondamentale semplificare e poi digitalizzare.
Sottosegretario, per chiudere: si sta parlando tantissimo in queste due giorni anche di intelligenza artificiale. Quanto sarebbe importante riuscire a includere sempre di più all'interno dei processi di digitalizzazione dell'INPS, ma anche della pubblica amministrazione, l'intelligenza artificiale?
È già così, di fatto: cioè tutta la pubblica amministrazione sta già utilizzando l'intelligenza artificiale. Quindi non possiamo più nemmeno parlare di step aggiuntivi: ormai è un percorso così lineare che è impraticabile la strada della pubblica amministrazione che non utilizza l'intelligenza artificiale. Certo, l'intelligenza artificiale poi utilizzata con oculatezza, come fa ovviamente l'INPS, e come fanno le grandi pubbliche amministrazioni. Quindi ormai è un binomio inscindibile: bisogna capire come utilizzare l'intelligenza artificiale. Questo è l'aspetto.
Direttore: questa due giorni che riunisce tutta la governance INPS è anche un po' un'occasione per riflettere sulla funzione centrale che ha l'INPS per il sistema paese, ma anche per tutta la vita del cittadino. Anche per le fasce dei più giovani. Stiamo ascoltando in queste due giorni come il paradigma dell'INPS si stia allargando sempre di più, anche con un linguaggio di comunicazione sempre più trasversale e innovativo.
Sì, lei ha colto esattamente lo scopo di questa convention: allargare, condividere però con tutta la classe dirigente questi principi — i valori — confrontandoci con i nostri diversi referenti istituzionali. Abbiamo sentito il messaggio delle autorità delle politiche sociali, il messaggio del Presidente del Consiglio, perché l'INPS è la colonna fondante del welfare italiano, ma anche il braccio operativo dello Stato in tutti i territori: dal centro al territorio, dalla capitale alle zone più periferiche e marginali. E deve accompagnare sempre di più le attività, le problematiche e i cittadini in tutte le fasi della loro vita.
Ma questo comporta un cambiamento anche di visione del ruolo del dirigente pubblico, in un'ottica di maggiore attivazione del dirigente come organo di amministrazione attiva. In qualche modo deve diventare un modello di azione per la soluzione dei problemi. Abbiamo sentito dire da un vertice dell'Istituto: non dico "io ho rispettato la norma", ma "ho risolto il problema." Ecco, questo che potremmo definire il modello INPS: una pubblica amministrazione che rispetto a una regola è orientata al risultato. Questa è veramente importante.
In questo percorso di avvicinamento sempre maggiore del cittadino ai servizi — e l'INPS ha ormai quasi 500 servizi — quali saranno i prossimi step, le prossime sfide da affrontare?
Allora, chiaramente noi facciamo un'attività che si collega molto con l'innovazione tecnologica. Quindi cogliere gli aspetti positivi dell'innovazione — dal digitale all'intelligenza artificiale e altre innovazioni — per raggiungere maggiormente i cittadini. Sì, con un'attività di prossimità fisica, perché avendo tutti i cittadini tra i nostri utenti, è chiaro che ci sono anche delle difficoltà e delle differenze di fruizione del digitale. Ma anche utilizzando gli strumenti per far sì che, presso una nostra agenzia remota, possa ricollegarsi tramite le innovazioni anche con i punti di consulenza maggiormente presenti magari in punti di lontani. Quindi cercando di colmare questo con un'attività che stiamo facendo molto forte, direttamente anche con accordi con i comuni: un'offerta di innovazione, un ricollegamento di consulenza all'utente tramite gli strumenti che conosciamo.
L'altro punto: stiamo cercando anche di parlare alle varie categorie, differenziando il nostro messaggio in base alla platea cui facciamo riferimento. Abbiamo lanciato per esempio un progetto giovani — frequentando una sezione del portale — quindi un'attività anche di accompagnamento delle iniziative degli istituti che sono poi delle offerte delle misure dei dispositivi legislativi. Però facendo le conoscere, facendole colloquiare, facendo conoscere le opportunità. Ad esempio le politiche attive: una delle battaglie più importanti che l'INPS ha, da poi che è entrata anche sotto la governance del lavoro, è cercare di far conoscere questa possibilità sia per formarsi che per trovare lavoro. In una logica semplificata digitale: un ragazzo che non lavora — un NEET — che si trova in una periferia urbana di una grande città italiana oppure in una zona interna, con un clic sul suo telefono può avere queste chance. E questo secondo noi è un'importante prospettiva su cui impegnarsi.
In conclusione: anche al di là di questa due giorni, ruotata attorno a diversi valori, inclusione, valori etici, centralità del cittadino, innovazione — dove c'è uno sul quale concentrarsi?
Io mi concentro sulla centralità della persona. Perché come comunicazione chiaramente lo sento più vicino: una comunicazione che è bidirezionale. Sia comunicare per i cittadini i servizi dell'Istituto — che ha ormai quasi 500 servizi — ma anche ascoltare i cittadini. Questa è un'altra sfida che abbiamo: capire, anche utilizzando strumenti innovativi, per intercettare il cittadino, non solo se è contento dei servizi che gli rendiamo su tutto il territorio nazionale, ma anche quali sono i suoi bisogni e le sue esigenze. Rimane sempre cercando di andare incontro alle esigenze degli italiani.
Direttore: questa due giorni dedicata alla Governance Nazionale dell'INPS è anche un'occasione per ragionare su tutte le varie funzioni che svolge l'INPS. Tra queste, uno dei temi centrali di questa due giorni è l'innovazione e il digitale. Le chiedo: in tempi di grande trasformazione, quanto è centrale il tema della formazione per i dipendenti dell'INPS e anche verso l'innovazione digitale offerta?
L'INPS vive un momento di grande cambiamento, ma lo facciamo da 125 anni, perché fa parte del DNA dell'Istituto l'innovazione come capacità di aggiornarsi e di affrontare le nuove sfide. Come accennava oggi: sono le sfide della digitalizzazione, le sfide dell'innovazione. E quindi da questo punto di vista noi lavoriamo sicuramente sull'innovazione tecnologica, che è sempre stato uno dei capisaldi dell'Istituto. Ma allo stesso tempo accompagniamo l'innovazione tecnologica con l'investimento sulle nostre persone. Quindi investimento in formazione, investimento nella crescita delle persone. Per fare sì che le stesse siano un istituto con al centro le persone.
Ecco, proprio a proposito di internazionalizzazione: ci sono sempre più casi di italiani che poi si trovano a lavorare all'estero. Magari con istituti previdenziali differenti. Le chiedo cosa occorre per agevolare sempre maggiormente la trasparenza per i lavoratori, e anche quali sono magari i modelli a cui ambire.
Il primo tema che ci siamo posti è quello di dare le giuste informazioni ai lavoratori che cambiano paese. Oggi sempre più giovani si trasferiscono all'estero, ma non è un fenomeno di emigrazione su un solo paese: è proprio un fenomeno di spostamenti continui, di avanti e indietro dalla patria. E quindi il primo tema è quello di fornire adeguate informazioni sugli adempimenti burocratici da fare, adeguate informazioni su tutte le posizioni assicurative dei vari paesi. Le persone che hanno lavorato in vari paesi, al momento in cui bisogna poi erogare effettivamente le prestazioni, devono avere chiari i vari trattamenti previdenziali dei vari paesi. Quindi c'è un tema sia di informazioni, sia poi di scambio di informazioni fra paesi.
Da questo punto di vista l'Istituto è da anni all'avanguardia anche nella stipula di una serie di convenzioni con gli istituti sociali di altri paesi, soprattutto europei e non solo.
Un po' in questi due fronti quindi — l'innovazione e anche l'internazionalizzazione — quali sono i prossimi step per le prossime sfide?
Allora, sicuramente il primo tema è quello di fornire ai lavoratori migranti in Europa un portale accessibile dove avere, con un solo clic, un'unica console per avere il quadro di tutte le posizioni di tutti i paesi in cui si è lavorato. Sviluppare ancora di più l'informazione, sviluppare ancora di più lo scambio delle informazioni fra i vari paesi, per assicurare servizi rapidi. Stiamo lavorando anche in collaborazione con il Ministero del Lavoro per piccole modifiche ai regolamenti europei che rendano più semplice e agevole il riconoscimento e la fruibilità effettiva dei diritti da parte di persone che si spostano per lavoro dal proprio paese.