Trascrizione del video
Sicuramente uno dei momenti più attesi in questo anno giubilare: stiamo parlando del Giubileo dei Giovani, con gli appuntamenti in programma, le iniziative collaterali e tanta, tanta sicurezza. Qui a Radar come ospiti oggi abbiamo Federica Scicchitano Campanali, Presidente dell'Agenzia Italiana per la Gioventù. Buongiorno, benvenuta.
>> Buongiorno, grazie per l'invito.
>> E in collegamento abbiamo Agostino Miozzo, coordinatore per la resilienza per il Giubileo 2025. Come sempre il servizio di Angela Lambiase ci racconta cosa avverrà a breve.
Inizierà il prossimo 28 luglio il Giubileo dei Giovani — un evento che porterà a Roma tra le 500.000 e un milione di ragazzi, "pellegrini di speranza" come li chiama Papa Francesco, per un Giubileo che rappresenterà per i giovani fedeli di tutto il mondo un'importante occasione di riscoperta e approfondimento della fede cristiana. Sono oltre 300 le parrocchie e le strutture religiose della diocesi nelle quali da mesi si misurano gli allestimenti che accoglieranno i pellegrini. Tre invece i luoghi principali dell'evento: San Pietro, dove è prevista una messa di benvenuto; il Circo Massimo, dove ci sarà una giornata penitenziale; e Tor Vergata, con due giornate culminanti alla presenza di Papa Leone. Sono inoltre in programma una serie di iniziative collaterali che coinvolgeranno anche altri luoghi della città. Imponenti le misure di sicurezza: videosorveglianza, installazione di metal detector, con un'attenzione particolare rivolta all'appuntamento del 3 agosto al Circo Massimo. Un'energia positiva e travolgente che attraverserà strade, piazze e borghi della capitale, irradiandosi dal centro, dalla periferia e che rappresenta uno dei momenti più importanti per Roma nell'anno del Giubileo.
Bentornati in studio. Miozzo, iniziamo subito: una partecipazione che si preannuncia straordinaria. Il 3 agosto a Tor Vergata si prevede la presenza di oltre un milione di persone. Come si coordina una macchina di questo tipo? Quante persone avete impiegato e quanti pellegrini vi aspettate in più del previsto?
[Problemi di collegamento]
Nel frattempo è arrivato in studio anche Lorenzo Marinone, Consigliere del Comune di Roma con missione speciale Giubileo 2025. Benvenuto.
>> Grazie dell'invito.
>> Consigliere, in attesa che si riprenda il collegamento con il coordinatore Miozzo: come si stanno attrezzando i Municipi e le realtà locali per accogliere questi giorni, spesso con eventi fuori dal centro storico?
>> Grazie per la domanda. Ogni territorio ha visto una sinergia molto compatta tra Municipi, parrocchie, scuole, Comune di Roma e Regione Lazio — una sinergia come non si era vista negli anni passati. Stiamo cercando di creare eventi diffusi in tutta la città, non solo nell'area di Tor Vergata. Ci saranno eventi culturali, turistici, di aggregazione e ludici distribuiti in tutta la città. E tutto questo si è potuto fare grazie a una sinergia importante tra tutti gli stakeholder in campo — quello che abbiamo chiamato il "metodo Giubileo".
>> Le aree centrali della città saranno le più affollate nei giorni di sabato e domenica. Giovedì e venerdì anche il centro storico avrà un forte impatto — non solo la zona del Vaticano, ma anche le grandi attrazioni turistiche della città.
[Collegamento ripristinato con Miozzo]
>> Coordinatore, mi diceva che il 3 agosto si prevede la presenza a Tor Vergata di oltre un milione di persone. Come si mette in moto una macchina di coordinamento così imponente?
>> Quella macchina è in moto da un anno e mezzo, perché un evento del genere non si improvvisa. Quello che vedremo il 2 e 3 agosto — che cominceremo a vedere già dal 28 luglio, perché i ragazzi inizieranno ad arrivare a Roma da quel giorno — sarà qualcosa che non si è mai visto in Italia dal punto di vista tecnologico. Questo sarà l'evento a Tor Vergata più sofisticato mai realizzato. Siamo preparati ad accogliere fino a un milione di ragazzi — se saranno di più, siamo pronti ad adattarci.
[Arriva in studio Marco Colarossi, Vicepresidente della Commissione Cultura della Regione Lazio]
>> Allora, Presidente Scicchitano Campanali, il Giubileo dei Giovani rappresenta un'occasione simbolica. Tra le varie missioni dell'Agenzia Italiana per la Gioventù c'è quella di promuovere il volontariato e la partecipazione giovanile. In che modo?
>> Ovviamente il Giubileo è un evento che porterà a Roma milioni di pellegrini, milioni di giovani che arriveranno da ogni parte del mondo. L'Agenzia Italiana per la Gioventù ha storicamente nella sua missione la promozione della partecipazione giovanile, della cittadinanza attiva e del volontariato. In primo luogo gestiamo in Italia il programma Corpo Europeo di Solidarietà — un programma dell'Unione Europea finanziato dalla Commissione Europea — che promuove il volontariato e i progetti di solidarietà destinati a persone in condizioni di fragilità. È un programma che permette a migliaia di cittadini dell'Unione Europea ogni anno di fare esperienze in Europa, e attraverso il volontariato costruiamo una maggiore fratellanza tra i giovani europei che scambiando esperienze rafforzano anche il senso di solidarietà.
I giovani partecipano tantissimo — non soltanto alle attività del Corpo Europeo di Solidarietà, ma anche al servizio civile universale. Lo abbiamo visto anche durante la tragica esperienza del Covid, dove sono state tantissime le associazioni di giovani e tantissimi i ragazzi che si sono messi a disposizione — aiutare gli anziani ad andare a fare la spesa, partecipare alle attività della Croce Rossa. I giovani hanno voglia di partecipare. Una volta che riusciamo a far capire l'importanza del lavoro che fanno e la centralità del loro ruolo nella società, è sicuramente una generazione che ha tanta voglia di fare.
>> Consigliere Colarossi, la Regione Lazio ha messo sul tavolo circa un miliardo di euro di investimenti. Quali strumenti avete messo in campo per sostenere la logistica di questo grandissimo evento?
>> Il Giubileo è un evento straordinario, ma prima di tutto è un evento religioso importantissimo. Noi siamo stati eletti come amministrazione regionale poco più di due anni fa, e questa è una macchina complessa che non si improvvisa. La Regione ha avuto prima di tutto un ruolo di affiancamento ai partner istituzionali — alla diocesi, alle istituzioni della nostra Repubblica. La Regione Lazio ha previsto investimenti sia in spesa corrente che in conto capitale, per dare risorse e visibilità non soltanto a Roma, ma a tutti i territori della nostra regione, con investimenti che resteranno nel tempo anche dopo il Giubileo.
>> Coordinatore Miozzo, so che ha pochissimo tempo: sugli aspetti pratici, mobilità e sanità?
>> Gli aspetti sono molteplici. Innanzitutto l'ospitalità: questi ragazzi verranno ospitati in numerose istituzioni pubbliche e private, nelle famiglie, nelle parrocchie. Più di 40.000 ragazzi verranno ospitati nelle palestre di circa 400 scuole di Roma Capitale e della provincia romana. Poi c'è il tema della mobilità: questi ragazzi arriveranno in pullman, in treno, o in aereo, e quindi la mobilità del trasporto pubblico è fondamentale. I servizi di mobilità pubblica della città di Roma sono stati potenziati, così come i collegamenti tra la Fiera di Roma e il centro città.
Sul tema sanità: ci saranno centinaia di migliaia di persone che potrebbero essere destinatarie di interventi sanitari, e quindi il potenziamento dei servizi di sanità pubblica e dei pronto soccorso è essenziale. In questo la Regione, guidata dal Presidente Rocca che ha un'attenzione particolare sulla sanità, ha fatto un ottimo lavoro di cui beneficerà la città.
Voglio ricordare che non abbiamo di fronte centinaia di migliaia di hooligans — abbiamo centinaia di migliaia di ragazzi motivati, con uno spirito straordinario di solidarietà e aggregazione, che vogliono vivere intensamente questo periodo di presenza a Roma.
>> Presidente Scicchitano Campanali, il sindaco Gualtieri ha definito questo Giubileo "la prova più difficile". È così?
>> In termini assoluti è certamente una prova difficile. Se foste qui a Tor Vergata vedreste cosa significa. Ecco alcuni numeri che secondo me sono impressionanti e che ci fanno dire che questo è il più grande allestimento tecnologico mai realizzato: 1.709 torri audio, 2.000 cavi audio-video, 110 generatori, 120 camere, una rete di fibra ottica — numeri davvero impressionanti. Questa fotografia è veramente storica, e immagino che la fotografia durante e dopo l'evento sarà altrettanto impressionante.
Si sta lavorando anche per lasciare un'eredità urbana ai giovani romani dopo questo Giubileo.
>> Marinone, prima.
>> Il Giubileo — uno dei grandi eventi che Roma cerca sempre di più di sfruttare per portare valore aggiunto e ricchezza. Si lavora tutti insieme per far tornare poi in un secondo momento i turisti o i pellegrini. Il Giubileo è un evento religioso, e per arrivare a questo evento religioso ci sono stati tantissimi investimenti. Ma quello che resterà soprattutto alla nostra città è il tema delle infrastrutture. La Vela di Calatrava — diventata il simbolo delle opere incompiute d'Italia — una decina di giorni fa è stata inaugurata. Sarà uno snodo fondamentale per i romani e per le persone della Regione Lazio. E dopo il Giubileo, lo spazio di Tor Vergata diventerà il più grande in Italia per ospitare concerti. È già partita la prevendita dei biglietti per il concerto di un artista — il cantante più popolare tra i giovani del nostro paese — che si terrà proprio a Tor Vergata.
>> Colarossi, il dopo-Giubileo per i giovani?
>> Mi auguro che in primo luogo ci rimanga il "metodo Giubileo" — perché è quel metodo che ci ha consentito di vedere i risultati. E mi permetta, da consigliere regionale, di parlare anche della periferia. Abbiamo dato dei finanziamenti — e grazie alla vicinanza con i nostri sindaci abbiamo anche prorogato alcune iniziative — agli investimenti ai comuni della nostra provincia, ma non solo della provincia di Roma, anche delle altre province del Lazio. Questo vuol dire concretamente per i cittadini: avere una chiesa dismessa e riuscire a ristruttarla, che diventa tornando al suo luogo, un luogo di arte, di ecoturismo, di cultura.
Il "metodo Giubileo" ha finalmente dimostrato che anche in Italia è possibile fare tanto, fare bene, fare in grande quando ci sono gli strumenti e le persone giuste al posto giusto.
>> Presidente Scicchitano Campanali, più in generale: il Giubileo è un'occasione straordinaria per stimolare la partecipazione dei giovani. Ma tutto l'anno come si riesce a stimolarli, non solo nelle zone centrali come la capitale?
>> Il Giubileo è stato un anno importante per rimettere al centro del dibattito — oserei dire anche politico — alcuni temi che nella frenesia delle emergenze vengono talvolta dimenticati: il tema della solidarietà, il tema della fratellanza tra i popoli, che soprattutto a livello giovanile riveste un ruolo fondamentale. Lo vediamo oggi nei diversi conflitti nel mondo: tornare a parlare di fratellanza, solidarietà e pace, cercare di costruire attraverso i giovani delle generazioni ponti è ovviamente fondamentale.
Noi lo facciamo anche in Italia. Non dimentichiamoci che il nostro paese viene spesso raccontato come diviso — tra nord e sud, con tante differenze territoriali. Se guardiamo i dati sulla disoccupazione giovanile, sulla dispersione scolastica, sulla povertà educativa, i dati più drammatici sono di solito al sud. È per questo che, anche per volontà del nostro Governo, in quest'ultimo anno abbiamo focalizzato la nostra attenzione su alcune aree che vivono particolari condizioni di disagio.
Ad esempio, siamo stati a Casavatore — dove abbiamo fatto un lavoro molto lungo, perché non è possibile in alcune realtà andare a realizzare un'attività e tornare a casa. Abbiamo bisogno di un lavoro di sensibilizzazione culturale. Abbiamo immaginato la realizzazione di quelle che abbiamo chiamato le "Cittadelle della Gioventù". Abbiamo stimolato la partecipazione dei giovani attraverso momenti di gioco, di dibattito, di confronto, formativi e di riflessione, per fornire ai ragazzi e alle ragazze degli strumenti e anche la capacità di guardare criticamente la realtà e cercare di cambiarla.
Lo abbiamo fatto a Casavatore, lo abbiamo fatto a Palermo qualche giorno fa — un po' per l'impegno che l'Agenzia ha da anni, quello di celebrare il ricordo del giudice — in questo caso del giudice Paolo Borsellino. Siamo stati a Palermo e a Corleone, non soltanto per parlare di legalità, ma per parlare della capacità dei giovani di partecipare attivamente ogni giorno alla costruzione di una comunità che risponde alle loro aspettative.
>> Coordinatore Miozzo, so che deve andare. Ultima domanda: cosa potrà insegnare Roma ai giovani, qual è il lascito di questa Roma Giubilare?
>> Roma può dare moltissimo a questi centinaia di migliaia di ragazzi: darà l'immagine di una città accogliente. Roma non è soltanto Roma — Roma è il territorio extraurbano, Roma è la Regione Lazio. Darà sicuramente un'immagine di accoglienza e ospitalità. E poi darà questi momenti splendidi di aggregazione, riflessione e condivisione in una città che è la più bella del mondo, con caratteristiche storiche straordinariamente affascinanti. Gireranno per il Vaticano, ma vedranno anche il Circo Massimo, il Colosseo, i Fori Imperiali. E rimarrà certamente — ho ancora memoria del Giubileo del 2000 — quel momento magico di condivisione in questa spianata di Tor Vergata, in cui si passeranno più di 24 ore di seguito, una notte che sarà quasi certamente senza dormire. Immaginate il silenzio di migliaia di ragazzi qui in questa spianata straordinaria. Penso che rimarrà nella loro memoria una serie di questi momenti bellissimi che passeranno a Roma.
>> Grazie. Grazie mille, coordinatore.
Noi andiamo in pausa e torniamo tra pochissimo in studio.
Bentornati. Nel frattempo, il coordinatore Miozzo ci ha salutati, così come il Consigliere Marinone. In studio abbiamo ancora la Presidente Scicchitano Campanali e il Consigliere Colarossi.
Presidente, quando qualcuno dice che i giovani sono dei "bamboccioni" — è un termine che la indispone, però sentiamo numeri come un milione di pellegrini attesi, con la macchina organizzativa che è pronta ad accoglierne anche di più. È un'immagine ben diversa.
>> Assolutamente. È un rischio definire i nostri giovani "bamboccioni". Non lo dicono i Ragazzi di Scicchitano Campanali — lo dicono i numeri. Lo diciamo con le tante attività che vediamo sui territori, anche quelle che fa l'Agenzia.
I numeri del servizio civile: siamo costantemente in crescita, con la necessità di investire sempre di più. Il Governo, oltre al servizio civile universale, ha immaginato altre forme di servizio civile — quello agricolo, quello sportivo — cercando alternative per permettere ai giovani di partecipare, perché la voglia c'è sempre più alta.
Non credo che questa sia una generazione che non abbia voglia di fare. È sicuramente una generazione che vive il tempo presente in maniera molto diversa da come lo abbiamo vissuto noi. Sono giovani che hanno voglia di mettersi a disposizione, di sperimentarsi. Per certi versi sono più concreti della nostra generazione. Bisogna capire il modo in cui comunicare con loro e anche il modo in cui aprirgli le porte della vita pubblica, della vita democratica della nazione, per permettere loro di investire il proprio tempo, le proprie risorse, le proprie capacità. È una generazione formatissima, che viaggia a una velocità incredibile anche grazie al digitale, ai social media e all'intelligenza artificiale. C'è anche una forma diversa di partecipazione che per noi è un po' difficile da comprendere, ma che per loro è naturale: la partecipazione online. Non è assolutamente una generazione di bamboccioni — è una generazione invece che vorrebbe rimboccarsi le maniche. Lo vediamo, li vediamo, in momenti davvero drammatici per la storia.
L'Agenzia porta tantissimi giovani in giro per il mondo per far loro conoscere i luoghi storici e culturali che hanno fatto la nostra storia e la nostra civiltà.
>> Quale è l'emozione nel contatto con questi ragazzi? Cosa chiedono più spesso?
>> Noi abbiamo deciso di dare una particolare attenzione al tema della "memoria attiva" — non semplicemente del ricordo, ma della capacità di interiorizzare la storia, di capirla e criticarla, per costruire percorsi futuri che non ripetano gli errori del passato. A febbraio abbiamo accompagnato i ragazzi sul Confine Orientale, poi a marzo a Palermo e a Corleone, per ricordare la lotta alla mafia.
Cosa chiedono? Fondamentalmente chiedono di essere ascoltati. Sembra una banalità, ma è una cosa importante. Talvolta i giovani vengono buttati dentro qualcosa per far vedere che "ci sono" — sembra quasi un dover dimostrare che vengano inclusi ma in realtà è un po' di facciata. Invece aprire loro degli spazi per raccontarsi, capire, criticare anche, aprire questo dialogo è fondamentale e lascia in loro un impatto importante.
L'ultimo esempio: a Palermo abbiamo avuto tanti momenti di discussione, e i ragazzi ci hanno detto che si sentivano ascoltati, che per loro era importante. Abbiamo parlato di legalità, e queste discussioni li hanno talmente cambiati che in una serata tra di loro, nel centro di Palermo, passando vicino a situazioni che non erano legali, hanno scelto di andare via. Ce lo hanno raccontato: "Ci sentivamo in colpa — stavamo parlando di legalità e poi stavamo lì dove non c'era legalità. Abbiamo preferito andare via e scegliere posti dove potevamo continuare la nostra serata rispettando i valori che cercate di trasmetterci."
>> Il prossimo appuntamento dell'Agenzia?
>> Saremo a Lampedusa di nuovo a fine settembre. Un grande appuntamento del governo italiano per ridare a Lampedusa la dignità che merita: un'isola meravigliosa al centro del Mediterraneo, porta d'Europa in entrata ma anche in uscita, che rappresenta davvero la centralità dell'Italia in quest'area.
>> Grazie. Consigliere Colarossi, la Regione Lazio ha previsto un "dopo-Giubileo" per i giovani?
>> Mi ricollegho al discorso di prima. Sono il Consigliere Regionale più giovane mai eletto nella storia della Regione Lazio, e la Regione Lazio sul tema dei giovani ha deciso di investire — non da ieri, ma con un programma serio e una progettualità seria.
Quanto ci raccontava la Presidente è un privilegio importante: quello di poter vedere i luoghi della memoria, andare in quei luoghi e toccare con mano. In Regione Lazio siamo quasi in approvazione con una delibera regionale che ha la direzione di rendere strutturale — direi come governo regionale — il lavoro sulla memoria per i giovani. Non solo nella concezione comune del "viaggio della memoria" nei luoghi della Seconda Guerra Mondiale, ma anche in tutti i luoghi in cui nel nostro paese si sono vissute grandi tragedie, quindi anche la lotta alla mafia e alla camorra.
Abbiamo anche presentato con il Presidente Rocca un bando per finanziare le attività professionali e dei liberi professionisti giovani. E un bando che dà 50.000 euro a fondo perduto ai giovani — non di Roma, ma dei comuni montani, quindi tutti i comuni dove trattiamo lo spopolamento — che vogliono creare un futuro in quei luoghi e costruirsi una dimensione di vita e di lavoro.
Questo è un programma molto intenso che intendiamo assolutamente portare avanti, con tutto quello che il Giubileo ci regalerà — dal metodo all'eredità infrastrutturale. Grazie ai fondi del Giubileo sono stati fatti anche strade e infrastrutture: risposte ai bisogni dei cittadini, risposte serie e non demagogiche.
>> Grazie mille a tutti gli ospiti — Federica Scicchitano Campanali per essere stata con noi, Marco Colarossi grazie davvero tantissimo. Grazie a voi per averci seguito, grazie come sempre alla nostra regia. Radar torna la prossima settimana con nuovi ospiti e nuovi temi. Restate sintonizzati sul canale 260.