Trascrizione del video
Il 2025 è stato un anno indiscutibilmente record per quanto concerne il turismo capitolino. Il Giubileo ha senza ombra di dubbio dato quel boost che ha consentito di registrare un +3% non solo di arrivi, ma anche di presenze. Adesso la vera sfida è ovviamente mantenere questi flussi turistici, diversificando l'offerta e migliorando quella che è la macchina organizzativa senza inficiare la qualità della vita dei cittadini. Di questo oggi parliamo e capiremo come si potrà migliorare questa offerta turistica grazie ai nostri ospiti, partendo da Mariano Angelucci, presidente della Commissione Turismo, Moda e Relazioni Internazionali di Roma Capitale e consigliere metropolitano. Benvenuto.
>> Grazie. Buongiorno.
>> E insieme a noi anche Valeria Baglio, capogruppo del Partito Democratico nell'Assemblea Capitolina. Benvenuta anche a lei.
>> Grazie.
>> E infine Ilaria Miarelli Mariani, direttrice della Direzione dei Musei Civici Capitolini. Benvenuta.
>> Grazie.
Allora, iniziamo da lei, presidente Angelucci. Dopo il Giubileo si è tornati un po' a parlare della redistribuzione dei flussi con itinerari alternativi, valorizzazione più ampia del territorio, senza per forza concentrarci in quelle che sono le aree maggiormente visitate. A che punto è questa inversione di tendenza?
Intanto il Giubileo è stato un successo importante per la città di Roma, con il sindaco Gualtieri e con tutta l'amministrazione. I dati di cui parlava prima lei, insomma, parliamo di 53 milioni di presenze e oltre 22 milioni di arrivi nella nostra città, con l'orgoglio di vedere riconfermato, dopo tanti anni, l'aeroporto di Fiumicino come il migliore d'Europa. Questi sono tutti asset su cui l'amministrazione, a vari livelli istituzionali, ha lavorato. I risultati si vedono. Il Giubileo ha portato una trasformazione importante nella città e i cantieri sono ancora in corso sotto molti aspetti.
Per quanto riguarda la metro, ci sono sicuramente molti disagi: siamo tutti cittadini romani e quindi tutti quanti siamo nel traffico, ogni tanto ci arrabbiamo, però l'obiettivo è guardare ai prossimi 30 anni della città. L'inaugurazione della fermata Colosseo e di Porta Metronia è stato un successo straordinario e ha consentito di collegare le zone più lontane al centro di Roma, al cuore della città. Questo è proprio uno degli asset che consentirà maggiori possibilità di sviluppo del settore turistico anche nelle zone più periferiche, perché senza mezzi pubblici diventa complicato per i romani spostarsi e per i turisti andare oltre la cerchia centrale della città.
Ovviamente, consigliere Baglio, vengo da lei. Quando parliamo di offerta turistica non possiamo dimenticare quelle che sono le piattaforme digitali che oggi non sono soltanto un canale di prenotazione, ma consentono anche di offrire e costruire delle cosiddette "experience", no? Come dicono quelli che parlano bene. Però, per costruire questa ampia rete di offerte, è necessario una collaborazione e un dialogo tra gli enti pubblici, che gestiscono i poli museali, e gli enti privati, che sono per l'appunto queste piattaforme digitali. Come sta andando questo dialogo?
Allora, io penso che queste piattaforme digitali possano essere davvero importanti per promuovere le nostre città e renderle sempre più attrattive. Però ci devono aiutare anche a diversificare l'offerta che Roma può mettere in campo, proprio grazie alla disponibilità enorme di monumenti e musei. Il lavoro che dobbiamo fare insieme è quello di pensare anche a regole che siano flessibili, che ci permettano di adattarci ai vari luoghi di Roma, ma anche alle ciclicità che in qualche modo la nostra città vive. Francamente, dobbiamo pensare a un turismo sempre migliore, di qualità, per chi arriva, ma anche a tutelare i residenti che, soprattutto nelle zone più centrali, sentono il peso del turismo.
Questa amministrazione ha lavorato e sta continuando a lavorare proprio su questo binario: promuovere un turismo di qualità che faccia anche tornare le persone. Penso, ad esempio, all'esperienza che abbiamo fatto con Fontana di Trevi: la possibilità di metterla a pagamento, lo ricordiamo, solo per i turisti, quindi non per chi risiede a Roma o nella città metropolitana. È stato un provvedimento che ha guardato proprio alla tutela della Fontana di Trevi, monumento iconico della nostra città, e alla qualità per chi arriva, permettendo di viverla e osservarla da vicino, ma anche migliorando l'accessibilità per chi vive intorno a quei luoghi fantastici.
Quindi, da una parte, si guarda al lavoro che si deve fare per il turismo per renderlo sempre migliore; dall'altra, alla possibilità di non incidere pesantemente su chi risiede vicino a quei luoghi. Sicuramente il lavoro che si deve fare è un lavoro sinergico tra istituzioni, tra le varie istituzioni, e con il mondo del privato, che ci può sicuramente aiutare a presentare altri percorsi alternativi che Roma mette a disposizione. Penso, tra tutti, al mare di Roma e alla possibilità di visitare il parco archeologico di Ostia Antica. Insomma, alternative che, con i lavori che stiamo facendo, possono essere sempre più facilmente raggiungibili e quindi più visitabili.
Beh, poi ricordando anche che questi fondi accumulati dai biglietti d'ingresso serviranno per la ristrutturazione e la riqualificazione di questi monumenti. Quindi non è semplicemente a scopo di lucro.
No, anzi, è stato un provvedimento un po' criticato all'inizio, ma io credo poi compreso da tutti, perché questi fondi serviranno da una parte a intervenire, come giusto che sia, nella riqualificazione dei nostri monumenti e nel restauro di cui hanno bisogno, e dall'altra, e poi ne parlerà meglio la direttrice, anche alla possibilità di dare la gratuità dei Musei Civici di Roma ai residenti.
>> Chiaro, anche perché non si capisce: noi, con tutte le bellezze che abbiamo, le abbiamo sempre tutte gratuite. Vai all'estero, trovi delle cose più piccine, non tanto belle come le nostre, e il biglietto costa almeno 5 euro. Quindi io la trovo una misura assolutamente preggevole.
E direttrice Miarelli, intanto ci racconti un po' ai nostri spettatori in che cosa consiste il Museo Civico Capitolino, perché non è un museo unico, ma sono tanti diffusi in tutto il territorio. Quindi ci spieghi la grandezza di questo ente. E poi ci racconti un po' come sono andati effettivamente i flussi durante il Giubileo: che tipo di turista abbiamo osservato? Insomma, se effettivamente questi ingressi sono stati imponenti e soprattutto dove si sono concentrati maggiormente.
Allora, la rete dei musei civici è un unicum in tutta Italia e forse anche in tutta Europa. Sono i musei della città di Roma, che nascono con Roma Capitale per mantenere una rete. La Sovrintendenza Capitolina non esiste in nessun'altra città, benché esistano i musei civici in molte altre città, che però sono soprattutto fondazioni. Da noi, invece, sono tutti direttamente dipendenti dal Comune di Roma. Abbiamo il grande attrattore che sono i Musei Capitolini, che ricordo essere settecenteschi e il primo museo pubblico al mondo, a cui si sono poi ispirati tutti gli altri musei europei e anche quelli fuori Europa, in particolare americani.
I Musei Capitolini avevano già mostrato una grande ripresa dal 2024 e sono andati altrettanto bene nel 2025. Chiaramente, essendo sul Campidoglio e avendo i pezzi più importanti, da Caravaggio alla Lupa Capitolina al Marco Aurelio, sono quelli maggiormente frequentati, dove si concentrano anche una serie di esposizioni temporanee. La grande novità, se vogliamo parlarne subito, è questa dell'introduzione per i cittadini e le cittadine di Roma del biglietto gratuito, che fa un po' da contraltare ai 2 euro per la Fontana di Trevi. Quindi si pagano 2 euro per la fontana, e il ricavato andrà a coprire le spese anche della manutenzione di tutti i monumenti che abbiamo a Roma. La Sovrintendenza gestisce tutte le fontane di Roma, tutti i ponti, alcune sculture monumentali e alcuni luoghi archeologici. Non abbiamo solo i musei, che sono più di 20 e che continuano a nascere, ma anche parchi archeologici enormi ed estesi per chilometri e chilometri, e le ville storiche di Roma, che sono dei veri e propri musei perché erano tutte le ville delle grandi famiglie borghesi, come i Pamphilj.
Quindi parliamo di parchi con monumenti e musei al loro interno, come Villa Torlonia. È veramente un unicum. Tutti questi musei fanno capo poi a direzioni diverse. È una cosa inedita che si era verificata solo in Inghilterra, dove i musei nazionali, in particolare la National Gallery, dal 2001 sono diventati gratuiti per un'idea di Tony Blair. La cosa incredibile è che ci stanno ripensando addirittura in Inghilterra perché hanno dei buchi di milioni. Invece noi siamo davvero controcorrente. Una buona notizia ogni tanto fa sempre bene.
Adesso vorrei un attimo che ci concentrassimo su un tema che ho annunciato all'inizio, ovvero cercare di diversificare un po' i flussi turistici e concentrarci non sempre sulle aree più centrali, anche perché Roma è una città estesa. Ci sono dei borghi meravigliosi che difficilmente vengono promossi e visitati. Però questo riguarda anche un po' i musei, perché, come ci raccontava, non avete soltanto poli museali centrali, ma anche ville, parchi, acquedotti, ponti. Sotto questo punto di vista, come vi state muovendo per promuovere quel tipo di turismo un po' più periferico, mi passi il termine?
Allora, intanto ci sono proprio alcuni musei come il Museo di Casal de' Pazzi e il Museo delle Mura, che sono fuori dal centro.
>> Il Museo delle Mura è bellissimo.
>> Il Museo delle Mura è bellissimo e a volte viene valorizzato con delle mostre, perché poi noi dobbiamo dividere le mostre permanenti dalle mostre temporanee. Le mostre temporanee ovviamente resteranno a pagamento perché servono anche per finanziare i musei. Le posso dire, per esempio, che un museo un po' decentrato, il Museo di Zoologia, che è l'unico museo scientifico a Roma, ha una lunghissima storia ed è quello più frequentato dai giovani e dai giovanissimi.
>> Dove si trova? Perché non è centrale.
>> Si trova vicino a Villa Borghese, a via Aldrovandi, ed è una collezione storica bellissima, frequentata moltissimo dalle famiglie e dai bambini, con tantissime attività. Abbiamo anche i centri estivi, la notte al museo, e quasi tutte le famiglie romane lo conoscono. Posso dire che è quello più frequentato dai giovani, perché il nostro problema è anche portarli dentro ai musei. Un'altra iniziativa che è stata fatta per portare i giovani nei musei è aprire le aule studio, cominciando dai musei del centro. Il primo è stato a Palazzo Braschi, a Piazza Navona, ma si stanno diffondendo anche in periferia, dotando gli studenti fuori sede, che magari condividono una stanza in tre, di un luogo dove studiare. I musei sono aperti anche il sabato e la domenica. Questo è stato un connubio molto importante per mettere i musei a servizio delle esigenze di pubblici diversificati. Tant'è che con la MIC Card avevamo già uno strumento unico che consentiva, con 5 euro l'anno, non solo di entrare gratis nei musei, ma anche di usufruire di scontistiche, visite guidate e percorsi. Questo continuerà a essere disponibile per tutti gli studenti che studiano a Roma.
>> Chiaro. Ottima anche questa iniziativa. Presidente Angelucci, veniamo ai luoghi e ai percorsi ancora poco battuti. Che cosa manca a questo tipo di mercato, chiamiamolo così, per essere realmente attrattivo dal punto di vista dei servizi? Prima lei giustamente sottolineava anche la questione dei trasporti. Riuscire a raggiungere questi luoghi è una cosa su cui state lavorando, ma non è semplice perché, insomma, aprire ogni cantiere a Roma è complicatissimo. Sappiamo tutti che Roma è un museo a cielo aperto, anche sottoterra. Però cosa manca al momento lato mercato e servizio?
Io credo che manchino più i servizi che non il mercato. È evidente che il lavoro che stiamo facendo come amministrazione da quattro anni a questa parte va proprio in questa direzione. Noi ci siamo trovati con una città che aveva un tasso di permanenza di 2,1 giorni.
>> E adesso è aumentato.
>> Oggi siamo a 4 giorni di permanenza. C'è necessità di aumentare il tasso di ritorno, soprattutto per gli europei. Le persone devono venire a Roma più volte nella loro vita, non solo una volta per vedere, con il massimo rispetto, il Colosseo, i Musei Vaticani, il Tridente e i Fori Imperiali. Queste cose ci sono e fanno di Roma la città più bella del mondo, ma Roma ha anche il Parco Archeologico di Gabii, il Parco dell'Appia Antica, che da poco è patrimonio UNESCO, il Parco Archeologico di Ostia e il mare di Roma.
L'amministrazione sta facendo la sua parte. Abbiamo presentato da poco il nuovo progetto del lungomare di Roma, che sarà meraviglioso: quasi 50 milioni di investimenti. I lavori partiranno nel mese di giugno di quest'anno e porteranno a una riqualificazione totale. Ad Ostia Antica abbiamo realizzato uno dei parchi di affaccio sul Tevere, che consente di visitare Ostia Antica e di avere anche un collegamento verso il centro con il battello. Allo stesso modo, per il Parco dell'Appia Antica, oltre ai lavori di ristrutturazione, abbiamo istituito un tavolo permanente tra tutte le istituzioni, che è un aspetto fondamentale. Mettere insieme tutte le istituzioni significa portare avanti un lavoro che consente di ottenere maggiori risultati.
Poi c'è il Parco Archeologico di Gabii. Su questo sono molto contento perché abbiamo presentato da poco in Campidoglio, grazie alla partnership tra pubblico e privato, un protocollo che consentirà di aprire in via straordinaria, gratuitamente, a residenti e turisti, il Parco Archeologico di Gabii nei weekend tra aprile e luglio. Noi come amministrazione stiamo lavorando per portare dalla stazione Finocchio, rinominata Finocchio Antica Città di Gabii, un autobus che arriverà davanti al parco archeologico. Questo fa parte di lavori che stiamo predisponendo come città metropolitana per circa 10 milioni di euro e che consentiranno di avere un punto di informazione turistica, videosorveglianza e illuminazione, perché senza i servizi i luoghi non sono fruibili.
Ora, consigliere Baglio, abbiamo raccontato tutte best practice, siamo tutti felici, e i numeri danno ragione a questa amministrazione. Però, se dovesse trovare un nodo da sciogliere nella gestione del turismo romano, facendo un po' di sana autocritica, quale sarebbe?
Allora, io penso che Roma abbia fatto passi in avanti importantissimi, con coraggio, tra l'altro. Ha fatto delle scelte che guardano al futuro, come il prolungamento della metro C. Tutti avevamo paura di questa grande opera che interessava, proprio durante l'anno del Giubileo, Piazza Venezia, ma il sindaco ha avuto ragione ad andare avanti e a pensare al futuro.
Il nodo che vedo di più è proprio la gestione dei flussi e il tema dei servizi collegati. È stato importante continuare a investire sulla mobilità, sui trasporti, sull'aumento del servizio dei taxi e sui servizi come l'illuminazione e tutto ciò che serve per alzare la qualità della città. Ma il nodo principale è proprio questo: dobbiamo continuare a investire sulla mobilità, che ancora non è sufficiente. Questo è davvero un tema rilevante per la nostra città. Partivamo troppo in ritardo. Roma è una città che necessita di intermodalità: autobus, metropolitane, biciclette.
Sappiamo che c'è una pressione eccessiva in alcuni luoghi di Roma, in particolare nelle zone più centrali, e c'è la necessità di rafforzare la mobilità e i servizi in modo tale che le persone possano immaginare di alloggiare in posti più distanti dal centro e avere la facilità di raggiungerlo con una mobilità più sostenibile e funzionale. Questo permetterebbe anche di scoprire una Roma diversa, di vivere una Roma diversa, quella che ognuno di noi immagina di fare quando visita altre città: non solo guardare le zone centrali, ma anche vedere le altre parti di Roma e godere delle altre bellezze.
Parlava prima del mare, lo dicevo anch'io in premessa, ma anche Gabii, l'Appia Antica: difficilmente ci si arriva se si risiede solo nel centro. Quindi il nostro obiettivo è continuare a investire sulla mobilità di Roma per permettere sempre più alle persone di vivere completamente la nostra città e di ritornarci, perché chiaramente non basta guardare le zone centrali.
Tra l'altro, l'amministrazione capitolina, per quanto riguarda la micromobilità, si è molto battuta affinché venissero spostati questi mezzi, tra monopattini e biciclette elettriche,